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Il Centro Polispecialistico Villa San Giuseppe – La Casa dell’Autismo adotta un modello di intervento integrato, evidence-based e orientato alla qualità della vita, fondato su una visione sistemico-relazionale che costituisce il presupposto teorico e clinico dell’intera presa in carico. In tale prospettiva, la persona nello spettro autistico è considerata nella sua globalità, all’interno dei sistemi relazionali, familiari, educativi e sociali in cui è inserita, riconoscendo l’interdipendenza tra funzionamento individuale, contesto di vita e reti di supporto.

Il Progetto Terapeutico Riabilitativo Personalizzato (PTRP) rappresenta l’espressione operativa di questa visione ed è concepito come Progetto di Vita, inteso come percorso dinamico e continuativo che accompagna la persona nel tempo, orientando gli interventi clinici, riabilitativi ed educativi in funzione dei suoi bisogni, delle sue risorse, delle sue aspirazioni e delle opportunità offerte dai contesti di vita.

In tale ottica, ogni intervento viene letto e utilizzato in funzione del Progetto di Vita della persona; i comportamenti, le difficoltà e le competenze non vengono considerati come elementi isolati o da correggere, ma come espressione di un funzionamento complesso che emerge dall’interazione tra la persona e il suo ambiente. L’intervento clinico è pertanto orientato non solo al potenziamento delle abilità individuali, ma anche alla promozione di condizioni relazionali, organizzative e ambientali che rendano tali competenze spendibili, generalizzabili e sostenibili nella vita quotidiana.

La visione clinica promossa dal Centro si fonda sull’integrazione dei diversi strumenti evidence-based adottati, costruendo percorsi terapeutici realmente personalizzati ed evitando interventi frammentati o settoriali.

In coerenza con il modello di intervento integrato adottato dal Centro, le attività sono strutturate attraverso l’applicazione coordinata di differenti approcci clinici:

Analisi del Comportamento Applicata (Metodo ABA)

Nel modello di intervento del Centro, i principi dell’Analisi del Comportamento Applicata (ABA) vengono utilizzati come riferimento scientifico per l’osservazione, la comprensione e la promozione di comportamenti socialmente significativi, in relazione al funzionamento quotidiano della persona nello spettro autistico. L’approccio comportamentale viene integrato all’interno di una cornice più ampia di intervento personalizzato, orientata alla qualità di vita, alla partecipazione e allo sviluppo di competenze funzionali nei diversi contesti di vita.

L’intervento si fonda sull’analisi funzionale del comportamento e sull’insegnamento strutturato di abilità comunicative, relazionali, adattive e di autonomia, con l’obiettivo di ampliare il repertorio comportamentale della persona e favorire l’acquisizione di risposte più efficaci e funzionali all’ambiente. In questa prospettiva, l’attenzione non è rivolta esclusivamente alla riduzione dei comportamenti problematici, ma alla costruzione attiva di competenze alternative, coerenti con il profilo di funzionamento individuale e con le esigenze del contesto.

L’efficacia dell’ABA nel trattamento dei Disturbi dello Spettro Autistico è legata alla possibilità di definire obiettivi chiari, osservabili e misurabili, di monitorare sistematicamente gli esiti dell’intervento e di adattare nel tempo le strategie operative in funzione dei risultati. All’interno del modello del Centro, tali elementi vengono utilizzati per sostenere apprendimenti stabili e generalizzabili, favorendo il trasferimento delle competenze acquisite nei diversi ambienti di vita e rendendole concretamente spendibili nella quotidianità.

Approccio TEACCH

Il metodo TEACCH viene utilizzato come riferimento operativo per la strutturazione degli ambienti e delle attività, al fine di promuovere un contesto di vita e di intervento chiaro, accessibile e prevedibile, capace di sostenere la comprensione, l’orientamento e la partecipazione attiva della persona con Disturbo dello Spettro Autistico. La strutturazione ambientale viene intesa come uno strumento a supporto del funzionamento quotidiano, in grado di valorizzare le modalità di apprendimento e di organizzazione proprie di ciascun individuo.

Tale approccio non si configura come intervento diretto sul linguaggio verbale, ma come un sistema di mediazione comunicativa e cognitiva che utilizza prevalentemente il canale visivo e l’organizzazione contestuale per facilitare la comprensione delle richieste, delle sequenze di azione e delle aspettative ambientali. Attraverso la strutturazione di spazi, tempi e compiti, l’intervento mira a creare condizioni favorevoli all’espressione delle competenze individuali, sostenere le funzioni esecutive, l’iniziativa e l’autonomia, e contribuendo a una maggiore regolazione emotiva e organizzativa dell’esperienza.

Pertanto, all’interno del modello adottato, l’ambiente assume un ruolo attivo di mediatore terapeutico, non come strumento correttivo, ma come risorsa che orienta il comportamento e facilita un funzionamento più autonomo e funzionale. Anche in presenza di competenze linguistiche fragili o atipiche, la strutturazione ambientale consente alla persona di muoversi con maggiore sicurezza, di anticipare gli eventi e di partecipare in modo significativo alle attività quotidiane, rafforzando il senso di efficacia personale e la continuità tra individuo e contesto.

Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA)

La Comunicazione Aumentativa Alternativa viene adottata come strumento clinico e relazionale volto a sostenere e ampliare le modalità comunicative della persona, valorizzando le competenze già presenti e promuovendo forme di espressione funzionali, intenzionali e condivise.

L’intervento si fonda sul riconoscimento della pluralità dei canali comunicativi e mira a integrare il linguaggio verbale con sistemi simbolici e visivi, favorendo l’accesso alla comunicazione anche attraverso modalità alternative coerenti con il profilo di funzionamento individuale.

Nel trattamento dei Disturbi dello Spettro Autistico, la CAA si configura come un potente strumento di empowerment comunicativo, in grado di sostenere l’autodeterminazione, ampliare le possibilità di scelta, facilitare la partecipazione attiva e migliorare la qualità delle interazioni nei diversi contesti di vita.

In tale prospettiva, la comunicazione non viene intesa come abilità da correggere, ma come competenza da accompagnare e sviluppare, nel rispetto delle modalità espressive proprie di ciascuna persona.

Modelli evolutivi e naturalistici di intervento

Nel modello di intervento adottato dal Centro, vengono integrati modelli evolutivi e naturalistici evidence-based che attribuiscono un ruolo centrale alla relazione, alla motivazione e alla qualità dell’interazione come principali motori del cambiamento terapeutico. Tali modelli utilizzano le situazioni della vita quotidiana e i contesti naturali come ambienti privilegiati di apprendimento, trasformando le esperienze condivise in opportunità concrete di sviluppo delle competenze socio-comunicative e relazionali.

In questa prospettiva, l’intervento è orientato a sostenere apprendimenti che emergono in modo spontaneo e significativo, favorendo l’iniziativa, la partecipazione attiva e il coinvolgimento emotivo della persona. L’attenzione clinica è rivolta alla costruzione di scambi comunicativi autentici e motivanti, che rispettino i tempi, gli interessi e le modalità di funzionamento individuali. L’efficacia di tali modelli risiede nella loro capacità di promuovere competenze flessibili e generalizzabili, rendendo il percorso terapeutico maggiormente integrato con il funzionamento della persona e con le esperienze quotidiane, in una logica di continuità tra setting clinico e contesti di vita.

Interventi cognitivo-comportamentali adattati

Per adolescenti e adulti nello spettro autistico, in particolare in presenza di vulnerabilità emotive o di quadri psicopatologici associati, il Centro utilizza interventi cognitivo-comportamentali adattati al profilo di funzionamento individuale. Tali interventi vengono declinati in modo flessibile, tenendo conto delle caratteristiche cognitive, comunicative ed emotive della persona, nonché del suo livello di consapevolezza e delle esperienze pregresse.

In questa cornice, il lavoro terapeutico è orientato a sostenere una maggiore comprensione dei propri stati interni, a favorire modalità più funzionali di regolazione emotiva e a promuovere strategie di coping efficaci nella gestione delle situazioni stressanti. Particolare attenzione viene posta alla costruzione condivisa degli obiettivi e alla gradualità del percorso, affinché l’intervento risulti accessibile, significativo e rispettoso dei tempi individuali. L’efficacia degli interventi cognitivo-comportamentali adattati risiede nella possibilità di rendere i contenuti e le modalità di lavoro realmente integrabili nella quotidianità, sostenendo processi di cambiamento stabili e coerenti nei diversi contesti di vita.

Parent training
Nel modello di intervento adottato dal Centro, il lavoro con i caregiver si configura come una componente strutturale della presa in carico e come uno spazio di accompagnamento e condivisione, finalizzato a sostenere e valorizzare le competenze educative, comunicative e relazionali del sistema familiare. Il parent training viene inteso come intervento psico-educativo integrato, orientato a promuovere continuità e coerenza tra il contesto terapeutico e i contesti di vita quotidiana, nel rispetto delle risorse, dei bisogni e delle specificità di ciascun nucleo.

In questa cornice, l’intervento con i caregiver mira a favorire una maggiore comprensione del funzionamento della persona nello spettro autistico, a condividere strategie educative e comunicative funzionali e a sostenere il senso di efficacia e competenza genitoriale. Nel trattamento dei Disturbi dello Spettro Autistico, il lavoro con i caregiver contribuisce a creare condizioni relazionali e organizzative più stabili, a sostenere la regolazione emotiva del sistema familiare e a rendere il Progetto di Vita maggiormente sostenibile, partecipato e condiviso nel tempo.

Psicoterapia familiare
La psicoterapia familiare ad orientamento sistemico-relazionale viene utilizzata come spazio clinico dedicato alla comprensione e alla riorganizzazione delle dinamiche relazionali che attraversano il sistema familiare. L’intervento si fonda su una lettura relazionale del funzionamento, in cui comportamenti, vissuti emotivi e modalità comunicative vengono compresi all’interno delle interazioni e degli equilibri che si costruiscono nel tempo tra i membri della famiglia, piuttosto che come elementi riferibili a un singolo individuo.

In questa prospettiva, il lavoro terapeutico è orientato a rendere più consapevoli le modalità relazionali ricorrenti, a favorire una comunicazione più chiara e flessibile e a sostenere processi di adattamento nei momenti di cambiamento o di maggiore complessità. L’attenzione clinica si concentra sulle risorse del sistema, sulle modalità di collaborazione e sui margini di trasformazione delle rigidità relazionali, promuovendo nuovi equilibri più funzionali e sostenibili.

La psicoterapia contribuisce così a rafforzare la capacità della famiglia di affrontare le sfide quotidiane, di sostenere in modo efficace i percorsi di crescita e di cura e di mantenere nel tempo un buon livello di benessere relazionale, favorendo coesione, continuità e qualità della vita per tutti i membri del sistema.

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